Apr 21 2008

Incontri sul 68

Published by Luisa under Val di Susa

L’Assessorato alla Cultura di Avigliana intende, a partire dal 28 di Aprile, promuovere in diversi momenti e modalità, (conferenze, presentazione di libri , proiezione di filmati editi e inediti, musiche), un momento di riflessione , nel quarantennio del ’68, su una pagina della nostra storia così complessa ed importante e che, nel bene e nel male, ha visto coinvolti come attori principali intere generazioni di giovani e molteplicità di popoli. Cominceremo con la presentazione del libro di Anna Bravo il 28 di Aprile- ore 18.00 - presso la Biblioteca Civica Primo Levi, per continuare con il Prof. Luigi Tavolaccini - Psichiatra- Direttore del DSM- ASL-TO1 nel ricordare la figura di Franco Basaglia e la sua instancabile opera che ha portato alla chiusura dei manicomi e alla approvazione della legge 180. Continueremo con la proiezione di un importante filmato dell’Istituto Luce intitolato “Il sessantotto - L’utopia della realtà” del regista Ferdinando Vicentini Organi, un lavoro appassionato e per forza di cose “parziale” nella scelta dei ‘68 da documentare, ma coraggioso nell’allargare il campo a molteplici punti di vista e che ha il pregio di non sposare mai una sola “verità”.Proseguiremo poi a riflettere sui fatti di Avola e sulle lotte operaie che hanno portato successivamente all’Autunno caldo e alla conquista dello  Statuto dei Lavoratori.Quanto di quei valori, di quelle lotte e conquiste è ancora rimasto vivo nella nostra Società sarà oggetto per una analisi comparata della realtà attuale. anna_bravo_68.pdf

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Apr 21 2008

“Tav, rinunciamo al tunnel di base”

Published by Luisa under Senza categoria

“Tav, rinunciamo al tunnel di base”

“Un tracciato a Ypsilon con Oulx come punto di biforcazione: corridoio ridotto di 220 Km. Proposta da Grenoble: <<Rinunciamo al tunnel di base>>”

L’articolo è a firma di Paolo Griseri.

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Apr 21 2008

Risultati elettorali

Published by Luisa under Senza categoria

Risultati elettorali (dal sito del ministero dell’Interno)

CAMERA Piemonte 1 e Piemonte 2

SENATO Piemonte

GLI ELETTI AL SENATO
BONINO EMMA
DELLA SETA ROBERTO
MARINO MAURO MARIA
NEGRI MAGDA
MARCENARO PIETRO
LEDDI MARIA MAIOLA
CECCANTI STEFANO
BIONDELLI FRANCA MARIA GRAZIA

GLI ELETTI ALLA CAMERA
Piemonte 1
FASSINO PIERO FRANCO RODOLFO
BOCCUZZI ANTONIO
ROSSOMANDO ANNA
MERLO GIORGIO
CALGARO MARCO
VERNETTI GIOVANNI GIANNI
ESPOSITO STEFANO
PORTAS GIACOMO ANTONIO
LUCA’ DOMENICO MIMMO

Piemonte2
BOBBA LUIGI
DAMIANO CESARE
LOVELLI MARIO
BARBI MARIO
FIORIO MASSIMO
RAMPI ELISABETTA

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Apr 21 2008

I risultai del voto

Published by Luisa under Senza categoria

In Valle di Susa come nel resto d’Italia vince il PdL, anche se il PD si rafforza in termini di voti. Ottimo risultato della Lega e dell’Italia dei Valori, mentre la Sinistra Arcobaleno non entra in Parlamento

In attesa di analisi approfondite sul risultato in valle di Susa riportiamo i riferimenti per quelli piemontesi. Non si può, tuttavia, da subito non rilevare che se la politica dei tanti “NO” ha causato la scomparsa dal parlamento della sinistra radicale in Italia, in valle Il cosiddetto “movimento NO TAV”, nonostante l’arroganza e la violenza espressa anche in occasione del blocco dell’iniziativa del PD di Almese, alla prova del confronto democratico, sparisce. Ci vorrà tempo e analisi per capire come si è espressa questa protesta nel voto proprio a causa della sua esiguità è evidente però che praticamente la totalità dei valsusini non solo non hanno considerato provocatori né Chiamparino, né Martinat, ma hanno dato a PD e PdL la stragrande maggioranza dei consensi.

Ad Avigliana nel 2006 l’Ulivo raccolse 2.386 voti, la Rosa nel Pugno (Radicali e Socialisti) 201, 14 i Socialisti e 201 Di Pietro. In queste elezioni il PD ne ottiene 2.407, l’Italia dei Valori 388 i Socialisti 41. Si conferma quindi anche nella nostra città sia la vittoria del centro destra che il dato nazionale di rafforzamento del PD anche in termini assoluti, oltre all’arretramento della sinistra radicale. I verdi avevano nel 2006 avevano 607 voti (7,62%), 546 ne aveva Rifondazione, 250 i Comunisti Italiani; oggi la Sinistra Arcobaleno raccoglie 446 voti, che si accompagnano alle poche decine dei partitini dell’ultra sinistra. Sullo sfondo (guardando da sinistra ;-) ) i 3.286 del PdL.

In rassegna stampa le dichiarazioni di Sergio Chiamparino e di Mercedes Bresso

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Mar 16 2008

Zapatero Presidente.

Published by Carmen under ITALIANI ALL'ESTERO

Il Partito Socialista di Zapatero ha vinto le elezioni, con 169 seggi in Parlamento: ne mancano solo 7 per avere la maggioranza assoluta e governare da solo.

Il Partito Popolare di Rajoy si e’ fermato a 154 seggi, 6 in piu’ rispetto alle precedenti elezioni.

Il bipartitismo spagnolo si rafforza a spese dei piccoli partiti nazionalisti e di Izquierda Unida, una formazione piu’ a sinistra del PSOE, passata da 10 a 5 seggi.

Da segnalare la grande prestazione di Rosa Diaz, una bionda e delicata signora che fino a poco tempo fa era compagna di partito di Zapatero e in pochi mesi ha formato un partito di centro tutto suo, guadagnandosi 1 seggio.

Oggi, nel Parlamento spagnolo le donne sono 124, meno del 36%, una in meno rispetto all’ultima legislatura. La recente legge de Igualdad e’ stata aggirata in modo uguale da tutti i partiti, che hanno disposto ad arte le candidature femminili nei collegi in cui non c’era speranza che potessero venire elette.

In ogni caso, il vecchio governo di Zapatero era formato per meta’ da uomini e per meta’ da donne (la vice Presidente era Maria Fernandez de la Vega), e nel nuovo che si sta formando sembra che ci sara’ anche Pedro Zerolo, un politico dichiaratamente gay e che in campagna elettorale ha fatto scandalo con le sue dichiarazioni sugli “orgasmi democratici” che gli procura (la politica di) Zapatero.

A me sembrano molto piu’ scandalose le dichiarazioni di Casini che difende la candidatura di Cuffaro.

Eppure, mi sembra che nemmeno Bassolino, indagato, si voglia ritirare. E Veltroni che dice? Ha gia’ detto qualcosa? Seguo la campagna elettorale italiana attraverso internet, e chissa’,  a volte qualche notizia importante mi sfugge…   

Sui giornali spagnoli, invece, in questi giorni tiene banco la risposta di Berlusconi alla ragazza di vent’anni priva di marito miliardario. Qui in Spagna si e’ fatta molta ironia sulla storia che Rajoy raccontava in campagna elettorale, con protagonista una bambina che nasce nella Spagna di oggi e per la quale il Presidente del PP si impegnava a costruire un futuro fatto di buone scuole (cattoliche), di lavoro stabile, di matrimonio (eterosessuale), di sicurezza nelle strade, di ordine e di virtu’. In confronto alla prospettiva che propone Berlusconi, persino il futuro della “niña de Rajoy” mi sembra roseo.

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Feb 28 2008

Si puo’ fare.

Published by Carmen under ITALIANI ALL'ESTERO

Qui in Spagna le elezioni si svolgeranno il 9 marzo. Siamo in piena campagna elettorale, e Madrid e’ tappezzata di slogan e manifesti.

Mariano Rajoy, il candidato del centro-destra, e’ un signore con occhiali e barba brizzolata, sorridente e senza cravatta. Non guarda in camera, ma verso la sua sinistra, come se stesse dicendo agli indecisi di quelle parti: niente paura, sono proprio io quello che cercate, vado bene anche per voi.

Completa il manifesto una bella striscia azzurro cielo, con lo slogan in bianche lettere: “con la testa e con il cuore”. La sigla del partito (PP, Partido Popular) e’ racchiusa in una nuvoletta azzurra che galleggia nell’angolino in alto a destra. Non per essere maliziosa, ma se penso che la Chiesa ha invitato apertamente i cattolici spagnoli a votare Rajoy, sembra quasi che il messaggio subliminale sia: il PP e’ di casa anche nell’alto dei cieli.

Jose’ Luis Zapatero, invece, non sorride, ma si rivolge verso la sua destra con sguardo serio e ispirato. Il suo slogan e’ “vota con tutte le tue forze” scritto in bianco su fondo nero, di rosso c’e’ solo un quadratino in basso a destra con la sigla del partito (PSOE, Partido Socialista Obrero Español).

Su internet, i due candidati osano qualcosa di piu’. Sul sito di Zapatero c’e’ un’animazione continua dei suoi begli occhioni blu che salgono in primo piano con la scritta “lo sguardo positivo”. Questo pero’ ha un senso, perche’ il PP sta facendo una campagna catastrofista e apocalittica in cui afferma che non va bene niente.

Rajoy, dal canto suo, afferma di avere tutte “le idee chiare” (beato lui!) e che con lui “es posible”. Quindi e’ Rajoy che ha tradotto in spagnolo il “we can” di Obama, cosi’ come Veltroni lo ha tradotto in italiano. Ribadisco in italiano, perche’ su El Pais, il piu’ importante quotidiano spagnolo, in un articolo dedicato alla campagna elettorale italiana, la traduzione e’ stata fatta direttamente in romanesco: “se po’ fa’ “, e a me in romanesco non suona tanto bene…

Ora, a me sembra chiaro che Rajoy assomigli ben poco a Obama, ma quanto gli somiglia Veltroni? E c’e’ qualcosa che accomuna Veltroni a Zapatero? La prima cosa che secondo me condividono e’ la propensione al dialogo, e non solo: a tutti e due, in passato, e’ stata fatta la critica di dialogare addirittura troppo, di cercare troppo il compromesso e di non voler scontentare nessuno.

Adesso, Zapatero sembra che stia lentamente imparando a dire no, per esempio alla Chiesa, quando si tratta di difendere la laicita’ dello stato e delle istituzioni. Imparera’ anche Veltroni? E impareranno i suoi alleati cattolici a dialogare con lui nei termini di un confronto propositivo e non dogmatico?

E’ su questa strada che aspetto Veltroni. Secondo me, e’ una strada che si puo’ fare.

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Feb 27 2008

Richiamando l’attenzione

Published by Paolo under opinioni

 

Una premessa: sono uno studente universitario. Interessato al Pd non dalle prime battute, anzi, nonostante votai la proposta di Fassino con qualche scetticismo, mi trovo oggi ad essere orgoglioso della scelta che feci, congratulandomene. E’ arrivato poi il momento, dopo qualche mese, dell’investitura di Walter Veltroni. Di nuovo, ho accolto con scetticismo la scelta fatta a Roma, ma mi trovo oggi a ringraziare tutti  coloro i quali l’abbiano pensata e progettata.

Oggi mi trovo a riflettere sul da farsi, su come può essere utile un ragazzo, un giovane, senza esperienza, senza rapporti con nomi di particolare rilievo, di spicco, che l’unico valore aggiunto che ha è l’energia che ha in corpo. Messa lì per esplodere, non può essere accantonata in attesa che un cenno o un gesto arrivi. Dev’essere messa all’opera per non farle perdere vitalità.  

Allo stesso modo, e in egual misura, sono moltissime le persone, nonostante il tristemente noto caso demografico italiano, che hanno un’età che permetterebbe loro di, oltre lavorare, gestire una famiglia, accudire un figlio e mantenere un hobby, con qualche sforzo, impiegare un po’ del loro tempo alla nascita e al miglioramento del Pd. IL pensiero, la riflessione, mi porta a pensare, oltre ai moltissimi trentenni italiani “d’origine”, ai tantissimi giovani, partendo dai venti in su, divenuti italiani grazie alle leggi di acquisizione del titolo di cittadinanza. Bene, questi devono essere integrati nella sfera politico-amministrativa della città, provincia e via dicendo.

Poco tempo fa ho letto: “Europe’s demographic future: fact and figures” redatto dalla Commissione Europea (lo trovate nel sito della Commissione europea, poco più di un centinaio di pagine scorrevoli, con molte tabelle esplicative al fondo). Lì c’è scritto chiaramente: gli immigrati nel nostro Stato, ma così anche nel resto d’Europa più o meno, saranno la linfa vitale dei prossimi 30 anni, e da lì non ci si fermerà più. Non si tornerà mai più indietro. I figli per donna sono meno di due, cioè meno del tasso di ricambio (che significa che le donne dovrebbero partorire tante volte a testa, come minimo due, perché la generazione che muore sia sostituita da una nuova). Se ne deduce che se non ci fossero gli immigrati, l’Italia non potrebbe più, tra poco, pagare nessuna pensione, mantenere alcun ammodernamento, produrre alcun bene dell’economia reale. E immaginate voi il resto.

E’ su questa base che sostengo che il Pd debba e possa anticipare questa realtà. Gli immigrati devono essere inseriti e chiamati a partecipare, chiamati ad inserirsi nel tessuto sociale. E’ arrivata l’ora di compiere un salto culturale: uniamoci sotto l’unica stella riformista d’Italia, italiani d’origine e non. Andiamo ad incontrarli e promuoviamo incontri. Andiamo il fine settimana in Piazza Vittorio e ai Murazzi ad incontrarli.

Mettiamo in moto la macchina: è importante. E tutti quanti ne siamo consapevoli.

Paolo Procaccini

 

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Feb 27 2008

Richiamando l’attenzione

Published by Paolo under Senza categoria

Una premessa: sono uno studente universitario. Interessato al Pd non dalle prime battute, anzi, nonostante votai la proposta di Fassino con qualche scetticismo, mi trovo oggi ad essere orgoglioso della scelta che feci, congratulandomene. E’ arrivato poi il momento, dopo qualche mese, dell’investitura di Walter Veltroni. Di nuovo, ho accolto con scetticismo la scelta fatta a Roma, ma mi trovo oggi a ringraziare tutti  coloro i quali l’abbiano pensata e progettata.

Oggi mi trovo a riflettere sul da farsi, su come può essere utile un ragazzo, un giovane, senza esperienza, senza rapporti con nomi di particolare rilievo, di spicco, che l’unico valore aggiunto che ha è l’energia che ha in corpo. Messa lì per esplodere, non può essere accantonata in attesa che un cenno o un gesto arrivi. Dev’essere messa all’opera per non farle perdere vitalità.  

Allo stesso modo, e in egual misura, sono moltissime le persone, nonostante il tristemente noto caso demografico italiano, che hanno un’età che permetterebbe loro di, oltre lavorare, gestire una famiglia, accudire un figlio e mantenere un hobby, con qualche sforzo, impiegare un po’ del loro tempo alla nascita e al miglioramento del Pd. IL pensiero, la riflessione, mi porta a pensare, oltre ai moltissimi trentenni italiani “d’origine”, ai tantissimi giovani, partendo dai venti in su, divenuti italiani grazie alle leggi di acquisizione del titolo di cittadinanza. Bene, questi devono essere integrati nella sfera politico-amministrativa della città, provincia e via dicendo.

Poco tempo fa ho letto: “Europe’s demographic future: fact and figures” redatto dalla Commissione Europea (lo trovate nel sito della Commissione europea, poco più di un centinaio di pagine scorrevoli, con molte tabelle esplicative al fondo). Lì c’è scritto chiaramente: gli immigrati nel nostro Stato, ma così anche nel resto d’Europa più o meno, saranno la linfa vitale dei prossimi 30 anni, e da lì non ci si fermerà più. Non si tornerà mai più indietro. I figli per donna sono meno di due, cioè meno del tasso di ricambio (che significa che le donne dovrebbero partorire tante volte a testa, come minimo due, perché la generazione che muore sia sostituita da una nuova). Se ne deduce che se non ci fossero gli immigrati, l’Italia non potrebbe più, tra poco, pagare nessuna pensione, mantenere alcun ammodernamento, produrre alcun bene dell’economia reale. E immaginate voi il resto.

E’ su questa base che sostengo che il Pd debba e possa anticipare questa realtà. Gli immigrati devono essere inseriti e chiamati a partecipare, chiamati ad inserirsi nel tessuto sociale. E’ arrivata l’ora di compiere un salto culturale. Andiamo ad incontrarli e promuoviamo dibattiti. Andiamo il fine settimana in Piazza Vittorio, ai Murazzi e ovunque si possa incrociarli. Di giorno e di notte.

Mettiamo in moto la macchina: è importante. E tutti quanti ne siamo consapevoli.

Paolo Procaccini

 

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Feb 22 2008

UN FUTURO POSSIBILE

Published by Luisa under Senza categoria

Partecipano:

- Donata Canta Segretaria Generale CGIL Torino

- Emilio Miceli Segretario Generale SLC-CGIL

- Nicoletta Rocchi Segretaria Nazionale CGIL

- Cesare Damiano Ministro del Lavoro

Conclude:

Guglielmo Epifani

Segretario Generale CGIL

UN FUTURO POSSIBILE

1^ Conferenza Nazionale

Lavoratori dei Call Center in outsourcing

25 e 26 Febbraio 2008 - Torino

Camera del Lavoro - Via Pedrotti 5

locandina%20torino.pdf

 

 

 

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Feb 20 2008

Io voto Zapatero.

Published by Carmen under ITALIANI ALL'ESTERO

Mi chiamo Carmen, ho quarant’anni e dallo scorso luglio vivo a Madrid. Lavoro al Centro Relazioni Clienti di una grande casa automobilistica, con contratto a tempo indeterminato, 1250 euro al mese di stipendio piu’ benefit (assicurazione sanitaria privata, pensione integrativa, ticket restaurant). I miei colleghi italiani sono ragazzi sotto i trent’anni, laureati con lode e con master, con esperienze di lavori splendidi a titolo di stages, tirocinio e schiavitu’. Nessuno di loro, in Italia, ha mai avuto un lavoro regolare a condizioni cosi’ buone.

Una mattina, aspettavo la metro per andare in ufficio, e all’improvviso, sul maxischermo in mezzo ai binari, sono apparse le immagini di alcuni uomini in giacca e cravatta che gridavano sguaiatamente, si insultavano e si sputavano addosso. Non erano i personaggi mascherati di un incontro di wrestling ma i senatori della Repubblica che votavano la fiducia.

In ufficio, la notizia della caduta del Governo ha diviso gli animi, apocalittici contro integrati. Io sono in mezzo, e accetto suggerimenti.

I colleghi piu’ disillusi si definiscono realisti, e di nuove elezioni non vogliono nemmeno sentire parlare, perche’ tanto saranno tali e quali alle vecchie. Usano argomenti abbastanza convincenti, fanno nomi e cognomi, per esempio quello di Cuffaro, che dalle pagine del web magazine di Benedetto XVI rilascia una splendida intervista e annuncia che la sua campagna elettorale sara’ basata sull’ultima enciclica del Santo Padre (ne ha gia’ comprato 5000 copie da distribuire agli amici).

I colleghi piu’ ottimisti si definiscono fiduciosi nella possibilita’ di un cambiamento, e il loro esempio e’ quello della Spagna. In Spagna, da quattro anni c’e’ un Governo di sinistra, formato per meta’ da uomini e per meta’ da donne, che ha gia’ fatto un sacco di cose. Ma proprio tante. Adesso, anche qui e’ tempo di elezioni, ma le cose vanno in questo modo: da una parte, Zapatero presenta il bilancio del suo lavoro, e il programma di quel che vuole continuare a fare. Dall’altra, Rajoy, il candidato del centro-destra, critica le cose che Zapatero ha fatto e propone delle alternative. Finora, il confronto e’ stato abbastanza dignitoso e basato sui fatti.

Se io fossi spagnola, sarei convinta e contenta di votare Zapatero. Ma sono italiana, non voto da tanti anni, e vorrei trovare di nuovo qualcuno che mi convinca.

Veltroni sta usando delle parole interessanti, che mi hanno fatto venir voglia di seguire queste due campagne elettorali, di confrontare domande e risposte, e di vedere se davvero alle parole seguiranno cambiamenti concreti.

Questo il senso dei miei prossimi interventi: condividere le mie impressioni di italiana all’estero con i lettori di ogni parte del web, fare paragoni, criticare, dire la mia.

Commenti e contributi al dibattito sono i benvenuti. Alla prossima.

Carmen De Blas

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Feb 20 2008

Materiale per la Campagna Elettorale

Published by Luisa under Senza categoria

Da qui puoi scaricare e distribuire il materiale per la campagna elettorale editato dalla Circoscrizione VII

gianfranco-fini-frasi-incoerenti.doc

il-14-aprile-puoi-decidere-tu.doc

no-non-siamo-tutti-eguali.doc

veltroni.doc

volantino-bonet.doc

volantino-tagliare-le-tasse.doc

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Feb 19 2008

Non siamo tutti uguali

Published by Luisa under Senza categoria

no-non-siamo-tutti-eguali.doc

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Feb 14 2008

COME SI FORMA L’OPINIONE

Published by Luisa under Iniziative del PD

Scarica Il volantino

 

volantino-bonet.doc

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Feb 14 2008

Giovani Ecologisti Democratici Torino

Published by Luisa under Iniziative del PD

Giovani Ecologisti Democratici Torino

Ci sarà sempre un’incertezza nel comprendere un sistema tanto

complesso come quello del clima globale. Abbiamo tuttavia ormai una

forte evidenza che un riscaldamento globale sia in atto… E’ verosimile

ritenere che la gran parte del riscaldamento nelle recenti decadi sia da

attribuire alle attività umane…La comprensione scientifica dei mutamenti

climatici è ora sufficientemente chiara per motivare i Paesi a

intraprendere azioni immediate.

Accademie delle Scienze dei Paesi del G8

Il riscaldamento globale sta rapidamente peggiorando ed è causato in buona parte dalle

attività umane; dobbiamo intervenire in tempi rapidi per evitare conseguenze peggiori e prima

che sia troppo tardi.

Tutti sono concordi: comunità scientifica, grandi operatori economici mondiali, Organismi

internazionali, Governi di destra e di sinistra. La riflessione si è spostata verso una analisi

della consistenza del fenomeno e sulle modalità con le quali la comunità internazionale e i

singoli paesi possono affrontarlo. Analisi e ricerca devono continuare, ma non possono più

essere considerati propedeutici alle azioni politiche, che sono sempre più urgenti.

La politica non può più stare immobile, ma deve agire per salvaguardare il futuro delle

generazioni di oggi e di domani. Con questo obbiettivo nasce, l’associazione Giovani Ecodem

di Torino, che si prefigge lo scopo di sensibilizzare e cercare risposte politico-sociali in merito

alle problematiche ambientali, in tutti i suoi aspetti.

L’associazione desidera raccogliere le maggiori informazioni disponibili dal mondo della

ricerca per cercare una risposta concreta e attuabile nel nostro Territorio.

La giusta relazione tra cultura dell’Ambiente e strumenti politici è una possibile strada per la

soluzione del problema energetico - climatico del nostro Pianeta.

La nostra associazione si propone di poter dare un contributo all’interno della comunità

politica in materia di salvaguardia ambientale.

Le attività comprenderanno momenti di informazione, raccolta di idee e formulazione di

proposte politiche da presentare ai soggetti politici interessati.

In particolare gli Ecodem cercheranno di interloquire con tutte le persone che lavorano su

questi temi, in special modo coinvolgendo i giovani in quanto soggetti chiamati a mettere i

tasselli giusti per le future generazioni, come fecero in passato i nostri genitori.

GIOVANI ECODEM TORINO

PER INFORMAZIONI: ecodem.giovani.torino@gmail.com

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Feb 14 2008

INAUGURAZIONE PIASTRA POLIVANTE

Published by Luisa under La Circoscrizione 7

 CIRCOSCRIZIONE 7 – INFORMAZIONI PER LA STAMPA INAUGURAZIONE PIASTRA POLIVANTE Corso Cadore, fronte palestra ex Michele Rua Sabato 16/02 alle ore 17 alla presenza del Presidente della Circoscrizione 7, Piero Ramasso, dell’Assessore allo Sport della Città Renato Montabone e del Coordinatore allo Sport della Circoscrizione 7 Luca Deri, verrà inaugurata la piastra polivalente di Corso Cadore posizionata dai Servizi Tecnici Circoscrizionali, ing. Bernocco, nei giardini adiacenti la parrocchia San Giulio d’Orta.La piastra, una delle due previste dalla  Circoscrizione 7, (l’altra verrà posizionata in via Carmagnola) vuole essere un forte messaggio che va nella direzione dello sport di strada, quello cioè praticato da adolescenti che, per orari o per possibilità, non possono permettersi la frequenza di campi di calcio o palestre. La possibilità di poter giocare liberamente a tennis, pallavolo, basket, calcio, pallamano contribuirà, specie in un quartiere ad alta presenza extracomunitaria, a favorire la socializzazione e l’integrazione nel tessuto sociale di giovani che, nel loro vissuto quotidiano, considerano la strada un luogo per ritrovarsi e confrontarsi.L’installazione di strutture di accesso libero nella  Circoscrizione 7, iniziata con l’anello di pattinaggio del parco Colletta e proseguita con la piastra di pattinaggio e skateboarding di corso Vercelli, trova nell’inaugurazione di questa piastra polivalente una conferma alla teoria che lo sport deve essere considerato un valido strumento di socializzazione a condizione che venga praticato da tutti ovunque.

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Feb 13 2008

Regolamento provinciale definitivo

Published by Luisa under REGOLAMENTI

 COMPOSIZIONE COORDINAMENTO CIRCOLI Alla luce dei demandi  previsti alla Segreteria Provinciale dal Regolamento Regionale ( ultima versione approvata il 4 febbraio)  e della scelta di non esercitare l’opzione prevista all’art.3 comma 2 del medesimo regolamento  si indicano le seguenti integrazioni: ·        Tutti i membri del Circolo, senza diritto di voto, ( consiglieri comunali, regionali, assessori, costituenti regionali e nazionali) saranno invitati a partecipare alle riunioni, contestualmente alla convocazione del Coordinamento. (Si ricorda che il Sindaco e il Capogruppo partecipano di diritto ed esercitano anche il diritto di voto). ·        Possono essere indicati come Presidenti delle Assemblee dei circoli anche:i Sindaci, i Consiglieri Provinciali, i Consiglieri Regionali, i Parlamentari ed i/le componenti la Segreteria Provinciale (purché non residenti e non candidati nel circolo da presiedere).  ·        Qualora il Presidente dell’assemblea venisse individuato da parte dei circoli la proposta  dovrà  essere tempestivamente comunicato alla Segreteria Provinciale perché possa provvedere e alla  nomina formale. ·        Salvo diversa comunicazione, ai Presidenti verranno indicati gli elettori delle Primarie del 14 ottobre, fermo restando che la partecipazione al voto è regolata dall’art.2 del Regolamento regionale.  

  • Composizione coordinamento circoli, formazione liste:

 

Numero abitanti ml Composizione circolo Lista maggiorata (125%)
40/60 60 76
30/40 50 64
15/30 40 50
10/15 30 38
5/10 20 26
3/5 16 20
Inferiori 3 12 16

 

  • Per i coordinamenti intercomunali la composizione è corrispondente alla somma della popolazione dei comuni che ne fanno parte.

 

  • Di norma le votazioni per il circolo avvengono in un’unica giornata. Nel caso di comuni dove alle primarie del 14 ottobre abbiano votato più di 500 elettori* è possibile prevedere il voto su due giorni. Tale opportunità è contemplata anche per i circoli intercomunali che abbiano in totale più di 500 elettori alle Primarie del 14 ottobre.

         

  • Le assemblee per il voto devono essere indette nei giorni 1 e/o 2 marzo 2008 da parte della Segreteria provinciale. A tale scopo è inviata ai circoli locali un fac simile di lettera che dovrà essere utilizzata per la convocazione.

 

  • Le liste comprensive delle dichiarazione di accettazione di candidatura, devono pervenire alla segreteria provinciale entro le ore 18,00 del 20 - 02 – 2008.

 

  • Nel caso in cui l’elettore non esprima le preferenze, i membri del coordinamento saranno eletti a partire dai più giovani e nel rispetto del 50% di genere diverso.

 

  • Le schede  contenenti la/le liste verranno prodotte dalle realtà locali sulla base di un fac simile che verrà consegnato all’atto della verifica di conformità al Regolamento delle liste che verranno presentate  alla scadenza del 20 febbraio.

     * Elenco dei Comuni con oltre 500 elettori e nei quali è possibile protrarre la votazione su due giorni: Alpignano, Beinasco, Borgaro, Bruino, Carmagnola, Caselle, Chieri, Chivasso, Ciriè, Collegno, Druento, Grugliasco, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pianezza, Pinerolo, Piossasco, Rivalta, Rivoli, San Mauro, Settimo, Venaria, Vinovo, Volpiano.  

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Feb 13 2008

COSTITUZIONE DEI CIRCOLI TERRITORIALI

Published by Luisa under REGOLAMENTI

COSTITUZIONE DEI CIRCOLI TERRITORIALIE INTEGRAZIONE DELLE ASSEMBLEE PROVINCIALI  (Aggiornata al 4 febbraio 2008, in neretto le parti aggiunte e/o modificate)   Art. 1.  Costituzione dei Circoli 1.    Dall’8 febbraio al 2 marzo 2008 è indetta la “Campagna per la costruzione del Partito Democratico del Piemonte”.2.    Il livello provvisorio di radicamento del PD nel territorio sono i Circoli Territoriali. La definizione di “Circolo Territoriale” è da ritenersi anch’essa provvisoria in quanto il nome definitivo verrà indicato negli Statuti. 3.    Le Segreterie Provinciali deliberano entro il 25 gennaio 2008 l’articolazione dei Circoli Territoriali, il cui ambito, in questa fase provvisoria, non può essere inferiore al Comune o a un insieme di Comuni. Solo nella città di Torino l’ambito del Circolo coincide con la circoscrizione. Per ogni ambito è consentita la costituzione di un solo circolo.4.    Sono organi del circolo:                    i.        Il Coordinatore (territoriale, comunale, intercomunale: nel seguito indicato come ‘Coordinatore Territoriale’)                   ii.        Il Coordinamento (territoriale, comunale, intercomunale: nel seguito indicato come ‘Coordinamento Territoriale’…)  Art. 2.  Partecipazione 1.    Tutti i cittadini inclusi nei registri dei votanti delle primarie del 14 ottobre e residenti nel territorio di competenza dei Circoli saranno invitati a partecipare alle Assemblee per la costituzione dei Circoli Territoriali e al voto per la costituzione degli organi.2.   Sempre e solo nell’ ambito territoriale di residenza, potranno altresì partecipare alle Assemblee e al voto per la costituzione degli organi tutte le cittadine ed i cittadini italiani che abbiano compiuto sedici anni nonché, con i medesimi requisiti di età, le cittadine e i cittadini dell’Unione Europea, le cittadine e i cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, i quali al momento del voto dichiarino di voler partecipare al processo costituente del Partito Democratico.3.    Ai cittadini che partecipano alle Assemblee comunali o intercomunali sarà consegnato l’attestato di “Fondatore del Partito Democratico”. La consegna degli attestati di “Fondatore del Partito Democratico” prosegue anche dopo lo svolgimento delle Assemblee territoriali. A tale scopo le Segreterie Provinciali provvedono ad indicare le modalità per la richiesta degli attestati da parte di coloro che non hanno partecipato alle Assemblee, e le forme della loro consegna.4.   All’atto della ricezione dell’attestato, ad ogni Fondatore viene chiesto un contributo libero per finanziare la fase costituente e le iniziative di costruzione del PD sul territorio.5.    La Segreteria Provinciale forma un elenco dei partecipanti alle Assemblee e di coloro che hanno richiesto successivamente il certificato. Tale elenco, suddiviso per Comune, costituisce il registro provvisorio degli aderenti al Partito Democratico del Piemonte.6.    Gli elenchi dei votanti alle primarie e gli elenchi dei Fondatori sono di esclusiva proprietà del Tesoriere Regionale del PD.  Art. 3.  Adempimenti preparatori e convocazione delle assemblee 1.    Oltre all’articolazione dei circoli territoriali, entro il quindicesimo giorno antecedente lo svolgimento dell’assemblea, la Segreteria Provinciale ne fissa la data, determina il numero dei componenti del Coordinamento Territoriale e determina la modalità e la scadenza per la presentazione delle candidature per il coordinatore ed il coordinamento del Circolo.2.    Sempre entro il quindicesimo giorno antecedente lo svolgimento della prima assemblea, l’Assemblea Provinciale può decidere, a maggioranza qualificata dei due terzi degli aventi diritto, che ad ogni candidato Coordinatore di un Circolo possano essere collegate più liste.3.    Per i Circoli, nel cui territorio si è registrato alle primarie del 14 ottobre scorso la partecipazione di un numero superiore a 500 elettori, al fine di favorire la più ampia partecipazione, può essere previsto che il voto possa svolgersi anche in date diverse da quella della convocazione dell’assemblea e in un’articolazione di più seggi distribuiti sul territorio.4.    Fissato l’ambito territoriale e determinato il numero degli abitanti complessivo secondo la stima più recente disponibile (per il caso di coordinamenti che comprendono più comuni si può fare riferimento al censimento 2001), il numero dei componenti il Coordinamento deve essere compreso fra la metà ed il doppio di quanto previsto per i consiglieri comunali di un comune avente popolazione equivalente  (nel caso della città di Torino: per i consiglieri di circoscrizione).5.    Sono membri di diritto del coordinamento territoriale il Sindaco/i Sindaci aderente/i al PD e il Capogruppo/i Capigruppo consiliari ove esista un gruppo del PD costituito, i Consiglieri Provinciali eletti nel territorio di riferimento del circolo (che però non partecipano all’eventuale ballottaggio per l’elezione del Coordinatore, salvo che non siano eletti nel Coordinamento Territoriale).6.    Le Segreterie Provinciali disciplinano la partecipazione al Coordinamento Territoriale di ulteriori membri senza diritto di voto, quali dirigenti di partito di livello superiore e rappresentanti nelle istituzioni.

7.     Le Segreterie Provinciali si faranno infine carico di informare, nelle forme ritenute più opportune, tutti gli elettori delle primarie sulla data di convocazione delle Assemblee, sul luogo di svolgimento delle stesse e sulle modalità del loro svolgimento.

  Art. 4.  Svolgimento delle Assemblee 1.    Le assemblee si svolgeranno in forma pubblica e il diritto di parola deve essere assicurato anche ai non Fondatori. Oltre alle operazioni di voto, le assemblee devono comprendere uno spazio dedicato al dibattito per affrontare ogni aspetto relativo alla costruzione e al radicamento del partito sul territori. Le Assemblee possono far pervenire alle Commissioni istituite dalla Costituente Regionale, contributi e documenti utili al loro lavoro di redazione dello Statuto e del Manifesto programmatico. 2.    Le Assemblee sono presiedute, anche con una funzione di garanzia, da un rappresentante della Segreteria Provinciale.3.    In apertura di Assemblea il Presidente comunica all’Assemblea le candidature pervenute per l’elezione degli organi e procede alla nomina della commissione elettorale.  Art. 5 Elezione degli organi del Circolo Territoriale  1.    Il Coordinatore è eletto direttamente. Ad ogni candidato Coordinatore è collegata una lista di candidati al Coordinamento.Ad ogni candidato Coordinatore possono essere collegate più liste in virtù della deroga deliberata ai sensi del precedente art. 3, comma 2.Il Coordinamento è eletto con metodo proporzionale  sulla base dei voti di lista ottenuti.La Commissione Organizzazione Primarie preparerà e distribuirà un fac-simile di scheda e dei modelli di verbalizzazione delle operazioni di voto. 1-bis. (Elettorato passivo) Possono essere candidati a qualunque organo del circolo tutti i cittadini aventi diritto di voto ai sensi dei commi 1 e 2 del precedente art. 2, anche se non risiedono nel territorio del circolo. Nessuno può essere candidato in più di un circolo territoriale, indipendentemente dal ruolo a cui si candida. 2.    (Presentazione delle candidature)Con le modalità stabilite in sede di convocazione dell’Assemblea dovranno essere presentate le candidature a Coordinatore.Contestualmente ad ogni candidato Coordinatore dovrà essere presentata la/le liste collegate di candidati al Coordinamento.Tutti i candidati devono esplicitamente dichiarare l’accettazione della candidatura e nel caso di più liste i candidati Coordinatori devono esplicitamente dichiarare l’accettazione dei collegamenti con le liste a loro riferentesi. Ogni lista deve essere composta da un numero di candidati pari al 125% dei componenti designati il coordinamento (cifra arrotondata all’intero superiore ed aumentata eventualmente di 1 perché sia comunque pari): al suo interno i generi devono essere rappresentati in egual misura.Ogni candidato coordinatore accompagna la presentazione della candidatura con una dichiarazione d’intenti politico/programmatica. 3.    (Casi particolari)Eventuali situazioni non rispondenti a questo regolamento dovranno essere valutate dalle Commissioni di Garanzia. 4.    (Modalità di espressione del voto)Il voto si esprime nelle seguenti modalità:i.     (nel caso di lista singola collegata): indicando un candidato Coordinatore e/o la lista collegata (il voto si intende in ogni caso assegnato sia al Coordinatore che alla lista) ed eventualmente una coppia di preferenze, obbligatoriamente una per una candidata donna ed una per un candidato uomo, presenti nella lista prescelta;ii.   (nel caso di più liste collegate): indicando il solo Coordinatore (ed i qual caso i voti assegnati al solo Coordinatore si intendono ripartiti in egual misura alle liste a lui/lei collegati, con assegnazione degli eventuali resti alle liste con minor numero di voti), oppure indicando il coordinatore e una sola lista collegata, oppure solo una lista (il voto si intende in ogni caso assegnato anche Coordinatore cui la lista è collegata); in aggiunta ad ognuna delle precedenti ipotesi l’elettore può validamente esprimere una coppia di preferenze, obbligatoriamente una per una candidata donna ed una per un candidato uomo, presenti nella lista prescelta;iii.   (in entrambi i casi): indicando i soli due voti di preferenza (sempre in parità di genere), caso in cui il voto si intende automaticamente assegnato anche alla lista ed al Coordinatore.Se si esprimono preferenze e non si rispetta la doppia preferenza sui due generi diversi, allora entrambe le preferenze sono nulle.Non è ammesso nessun tipo di voto disgiunto fra candidato Coordinatore e voto di lista e/o preferenza per liste a lui/lei non collegate.  5.    (Modalità di elezione del Coordinamento)La modalità di elezione dei membri del coordinamento avviene con la seguente procedura:i.   Sulla base dei voti ottenuti dai singoli candidati Coordinatori (che coincidono con la somma dei voti delle singole liste ad essi collegate) si ripartiscono i seggi previsti con il metodo dei quozienti successivi (o metodo d’Hondt); il primo seggio ottenuto per ogni raggruppamento viene assegnato al candidato Coordinatore.ii.  Per ogni raggruppamento, i seggi successivi al primo vengono ripartiti fra i voti ottenuti dalle singole liste sempre con il metodo dei quozienti.Dopo la nomina del Coordinatore, di cui al comma successivo, alla lista alla lista a cui/lei collegata viene attribuito un’ulteriore seggio.Determinati i seggi spettanti ad ogni singola lista, questi vengono assegnati partendo dal/dalla candidato/a che ha ottenuto il maggior numero di preferenze, facendo seguire alternativamente candidati di genere diverso scorrendo l’ordine delle preferenze ottenute.In caso di parità di preferenze ottenute fra due candidati dello stesso genere prevale il più giovane in età.Se alla lista, rispettivamente per ciascun genere, spettano più seggi dei candidati che hanno ottenuto preferenze, vengono eletti anche coloro che non hanno ottenuto preferenze sempre preferendo i più giovani d’età.  6.    (Modalità di elezione del Coordinatore)E’ eletto Coordinatore del Circolo il Candidato che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei membri eletti del Coordinamento a lui/lei collegati.Nel caso in cui fossero presenti almeno tre candidati Coordinatori e nessuno riesce a raggiungere la metà più uno dei membri del Coordinamento si ricorrerà a ballottaggio all’interno del Coordinamento eletto fra i due candidati che hanno conseguito i maggiori voti.Nel caso in cui fossero presenti solo due candidati con ugual numero di componenti del Coordinamento ad essi collegati, non si ricorrerà a ballottaggio, ma sarà eletto Coordinatore chi ha ottenuto il maggior numero di voti. 7.    (Subentri)Nel caso di dimissioni di un componente del coordinamento, secondo il principio di cui al comma 5, subentra il/la candidato/a dello stesso genere che lo/la segue nell’ordine delle preferenze.Nel caso in cui, per un determinato genere, non risultassero più candidati disponibili, il seggio non verrà assegnato.   Art. 6.  Autodisciplina  1.    Il comportamento dei candidati ad ogni carica deve essere ispirato a criteri di sobrietà, correttezza e rispetto del partito e di ogni altro soggetto coinvolto.2.    Non sono in ogni caso ammesse da parte dei candidati a Coordinatore (anche attraverso la lista a lui collegata) e/o al Coordinamento le affissioni di manifesti e la pubblicazione a pagamento di messaggi pubblicitari o di propaganda elettorale su mezzi radiotelevisivi, testate giornalistiche o altri organi di stampa e informazione.3.    La violazione di tale norma prevede l’immediata esclusione del/i candidato/i coinvolti.  Art. 7.  Supporto tecnico e risoluzione controversie  1.    La Commissione Organizzazione Primarie supervisiona sul corretto svolgimento delle operazioni descritte nel presente dispositivo e supporta le Segreterie Provinciali nel lavoro di organizzazione di ogni passaggio.2.    Le Segreterie Provinciali possono dotarsi di ulteriori articolazioni tecniche per lo svolgimento delle operazioni di propria competenza.3.    Le Segreterie Provinciali nominano altresì una Commissione di Garanzia composta di 3 membri, che decide sulle controversie sorte in fase di applicazione delle norme contenute nel presente dispositivo e vigilano sul corretto e imparziale svolgimento delle procedure.4.    Eventuali reclami o ricorsi possono essere presentati da ciascuno dei partecipanti, alla Commissione di Garanzia entro le 48 ore successive al fatto denunciato. La Commissione si pronuncia entro le 48 ore successive.5.    In seconda e definitiva istanza, con la stessa successione temporale di cui al comma precedente, decide la Commissione Regionale dei Garanti.  Art. 8.  Integrazione Assemblea Provinciale 1.    In deroga alla delibera della Conferenza dei segretari regionali del 20.11.2007, utilizzando quanto previsto dal dispositivo dell’Assemblea Nazionale di Milano del 27.10.2007, in merito all’integrazione dell’Assemblea si procede per cooptazione, su proposta delle Segreterie Provinciali, da approvarsi con la maggioranza qualificata dei 2/3 degli aventi diritto delle Assemblee Provinciali attuali. 2.    L’integrazione dell’Assemblea è ammessa nelle seguenti proporzioni (con arrotondamento all’unità superiore ed eventuale aggiunta di un’unità affinché il numero dei componenti da integrare sia comunque pari), partendo dal dato delle Assemblee come risultano elette il 14 ottobre:·        Assemblee con oltre 100 membri: ulteriore integrazione fino al 50% dei membri eletti;·        Assemblea da 41 a 100 membri: ulteriore integrazione fino al 75% dei membri eletti;·        Assemblea fino a 40 membri: ulteriore integrazione fino al 100% dei membri eletti. 3.    L’Assemblea, con deliberazione motivata assunta con le modalità qualificate di cui sopra, può derogare a detti limiti. 4.    In ogni caso la proposta dei componenti da integrare deve rispettare la parità di genere, mentre si raccomanda che rispetti il criterio della rappresentanza omogenea del territorio. Nello spirito di piena e totale condivisione delle scelte fino a questo momento condotte, si raccomanda altresì che l’integrazione avvenga in modo paritetico a partire dalle rappresentanze politiche presenti all’interno delle singole assemblee. 5.    L’Assemblea Provinciale infine può normare la partecipazione di ulteriori personalità istituzionali o di partito quali invitati permanenti (oltre a quelle già previste con diritto di voto dal punto 5 del Dispositivo Nazionale del 27.10.2007), e/o istituire, se del caso, ulteriori organismi di partecipazione territoriale quali la conferenza dei Coordinatori di Circolo e la conferenza dei Sindaci aderenti al Partito Democratico.

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Feb 13 2008

Lettera Agli Elettori

Published by Luisa under REGOLAMENTI

Cara elettrice, Caro elettore, la tua partecipazione alle Primarie del Partito Democratico, il 14 ottobre scorso, ha reso quest’evento un fatto politico rilevante non solo per il Partito Democratico, ma per l’intero scenario politico italiano. Dal 14 ottobre ad oggi il PD ha avviato il suo processo costituente e si appresta  ora a costruire in ogni territorio la sua presenza organizzata: attraverso la prossima formazione dei circoli territoriali il PD conferma infatti la scelta di essere un partito radicato nelle città,  nei comuni e nei quartieri.Ogni circolo territoriale sarà costituito da un’assemblea formata dagli iscritti e da un coordinamento territoriale, guidato da una coordinatrice o da un coordinatore. Il 1° e 2 marzo  in tutta la provincia di Torino si svolgeranno le elezioni per l’organizzazione di tali circoli: è sarà nuovamente affidata a te l’opportunità e la responsabilità di scegliere le donne e gli uomini che faranno parte del coordinamento territoriale del tuo comune e la coordinatrice o coordinatore del circolo. Vogliamo sottolineare come la crisi di Governo e l’indizione delle elezioni politiche per il 13 aprile 2008  facciano assumere a questo momento una ulteriore rilevanza politica. Sarà un modo per contribuire attivamente a rafforzare il Partito Democratico e la tua partecipazione renderà evidente il consenso ad un progetto politico di riforma e modernizzazione del Paese, già avviato con il Governo Prodi, e che tutti noi, insieme al Segretario Nazionale Walter Veltroni, siamo impegnati a realizzare.

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Feb 04 2008

Riportiamo di seguito un estratto dell’intervento del 23 Gennaio 2008 alla Camera dei Deputati da parte di Antonello Soro, capogruppo del Pd-L’Ulivo.

Published by admin under Attualità

 Sono trascorsi venti mesi dalla formazione del Governo e non abbiamo rimosso dalla nostra memoria e da quella collettiva i segni del declino del Paese ricevuto in eredità dal Governo guidato per cinque anni proprio dall’onorevole Berlusconi, che oggi sembra proporsi come straordinaria novità. Invece vorrei ricordare all’onorevole Berlusconi che è stato il principale protagonista di un’esperienza politica e di governo assolutamente fallimentare.

Ci avete consegnato un Paese a crescita bloccata con saldo zero, deficit fuori controllo lontano dai parametri europei, un bilancio pubblico privo di avanzo primario, esportazioni al minimo storico dal dopoguerra. So che all’opposizione non piace sentire queste cose e che preferisce il polverone della polemica gridata, ma oggi l’Italia si è rimessa in moto. Le agenzie internazionali di rating hanno usato il termine «straordinario» per apprezzare la virata impressa alla finanza pubblica e all’economia nazionale: si tratta di cifre, non di opinioni. La parola di Almunia, onorevole Fini, in questo campo vale più della sua. Per la prima volta dopo molti anni è certificato: si è invertita la tendenza della spesa pubblica a crescere; sono aumentati in termini assoluti e in quote di mercato le nostre esportazioni; si è aperta una seria «feroce lotta all’evasione fiscale», come l’ha definita il Presidente Prodi. Essa ha fatto guadagnare al bilancio pubblico 20 miliardi di euro, che noi vogliamo restituire alle famiglie al fine di aiutarle ad affrontare la crescita dei prezzi e ad aumentarne il potere d’acquisto.È già partita una prima importante azione di redistribuzione della ricchezza nazionale e si è riaperta la politica di concertazione con le forze sociali. Questi e altri risultati - richiamati ieri dal Presidente Prodi - si rivelano tanto più importanti in quanto sono stati tenuti in un contesto strutturale di debolezza numerica della maggioranza al Senato, che ha favorito l’esaltazione patologica della rendita di posizione di singoli senatori e quella vergognosa «campagna acquisti», confermata, senza pudore, dello stesso protagonista.Sappiamo che i risultati positivi - nettamente positivi - del Governo Prodi non sono stati adeguatamente percepiti dall’opinione pubblica. 

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Feb 04 2008

Quello che i media hanno nascosto.

Published by admin under Attualità

ansa120937542401211751_big1.jpg01.jpgansa120937492401211436_big.jpg Sono noti i fatti disgustosi di cui si sono resi protagonisti alcuni senatori nella seduta del Senato della Repubblica dove si discuteva la Fiducia al Governo Prodi.Ma quello che in generale i media non hanno messo in evidenza è il fatto che protagonisti degli insulti, degli sputi, delle minacce, dei brindisi e delle urla, sono stati esponenti ben identificati della destra, come ad esempio, tra gli altri della loro fazione il Sen. Barbato. Ma comunque solo della loro parte politica.Non vi è stata partecipazione, a questi episodi, né da parte di esponenti del Governo, né da parte dei senatori dell’Unione.Però è passata nell’opinione pubblica e anche nella stampa italiana e internazionale, la condanna generale del Senato, secondo una linea dell’antipolitica, ampiamente sostenuta dai giornali e dalle televisioni, che o non sanno quel che fanno o lo sanno anche troppo bene. 

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Feb 04 2008

“LA DEMOCRAZIA E GLI INTEGRALISMI ” incontro con Piero Fassino

Published by admin under Iniziative del PD

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Nella mattinata di domenica 20/1 si è svolto in Corso Belgio il primo incontro del corso di informazione Politico-Culturale, nel quale Piero Fassino ha raccontato la sua esperienza di inviato speciale dell’Unione Europea per il Myanmar (Birmania), Stato asiatico oppresso da una dura dittatura militare. Le Nazioni Unite e l’UE stanno promuovendo il dialogo per una transizione pacifica verso la democrazia, forma di governo che tutela maggiormente i diritti dei cittadini e che storicamente garantisce una minore conflittualità internazionale.Fassino ha inoltre parlato della necessità di avere in Italia una nuova legge elettorale, poiché la presenza di troppi piccoli partiti è spesso la causa del prevalere degli interessi particolari sul bene generale. Foto di Alessandro Di Marco  

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Feb 04 2008

I questionari sulle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e sulle difficoltà che incontrano le piccole imprese nello sviluppo delle loro attività.

Published by admin under Iniziative del PD

E’ in corso di raccolta, un questionario rivolto alle lavoratrici e ai lavoratori per conoscere le loro effettive condizioni di vita dentro e fuori l’azienda dove operano (salari, qualità del lavoro, norme di sicurezza, tempo libero, ecc..).Esso viene diffuso non solo nelle fabbriche ma ovunque operano i lavoratori salariati, stabili o precari.Un secondo questionario è invece dedicato agli imprenditori per conoscere più nel dettaglio le effettive difficoltà che incontrano nello sviluppo delle loro aziende.La seconda iniziativa fa parte di un progetto del Comitato Promotore del circolo del Partito Democratico di Vanchiglia e si prefigge non solo di approfondire una conoscenza, oggi troppo superficiale, che si affida ai grandi numeri e non va alla ricerca delle caratteristiche e delle effettive condizioni di vita.Si vogliono ricavare indicazioni utili alla promozione o al miglioramento di iniziative legislative, alle nuove rivendicazioni sindacali e a favorire altresì il superamento dell’assenza di rapporti fra la politica e i lavoratori che hanno purtroppo caratterizzato gli ultimi anni.Si tratta in sostanza di riprendere un dialogo anche sugli orientamenti individuali oggi presenti e sulla necessità di sconfiggere l’antipolitica.Si tratta di un sondaggio limitato che può però essere esteso come strumento di preparazione della Conferenza Regionale sul lavoro indetta per il mese di marzo 2008 dal Partito Democratico  

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Feb 04 2008

Flessibili si, precari no.

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 Vodafone Omnitel ne ha 5mila su poco più di 9mila dipendenti, Tim 4mila e settecento su quasi 10mila, Wind ne dichiara in totale 3mila e quattrocento e altri 800 ne aveva Blu. È la Uil che dichiara questi numeri che compongono il grande esercito degli operatori call center. Numeri a cui si devono aggiungere tutte quelle aziende che lavorano nell’indotto o che hanno deciso di offrire il servizio ormai di gran moda nella new economy d’oggi. I numeri non sono comunque sufficienti. Per capire cos’è un call center, non c’è nulla da fare, lo si deve vivere. Il tempo è poco per rispondere alle domande che il cliente pone, devi essere veloce, rapido, preparato e alcune volte, purtroppo, bugiardo. La pubblicità del servizio call center di D Line, in Belgio, ripresa da Gilles Balbatsre per un editoriale su Le Monde Diplomatique, riassume bene la vita degli operatori: “Al vostro servizio sette giorni su sette, 24 ore su 24: spirito dinamico, polivalenza, facilità di adattamento, mai malati, mai in ritardo e, soprattutto… mai in vacanza”. Sono come le fabbriche o come le miniere di ormai molti ani fa e, come volevasi dimostrare, la storia insegna, ma nessuno impara mai nulla. Certo che di morti bianche, nei call center, ce ne sono poche. Le tutele e i diritti però giungono sempre troppo tardi, come storie a noi vicine nello spazio e nel tempo ci ricordano. Ed è qui che si devono fondare le iniziative, le idee e le riforme per nuove forme di difesa e di appoggio del nuovo e più grande partito riformista di sinistra italiano. Dev’essere il Partito Democratico a coinvolgere gli operai del terzo millennio e a rilanciare una nuova politica del lavoro. Nonostante ci si renda conto dell’utilità  che i call center hanno nell’assorbire quella gran massa di giovani che diverrebbe o sarebbe disoccupata se non ci fossero, il Partito Democratico non può permettersi di non affrontare con la dovuta energia e decisione un problema che assumerà dimensioni sempre più ampie e difficili da gestire. Flessibili sì, ma precari no.Paolo Procaccini, operatore Call Center   

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Feb 04 2008

Piccolo dizionario tascabile

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 L come laico, laicità, laicismo, laicista Sono parole molto spese nel dibattito politico, spesso aggiungendo confusione a confusione, come quando si usano i termini laico e cattolico per indicare distinte appartenenze. Mentre un cattolico può dirsi laico, e esserlo realmente, e un sé-dicente laico può benissimo essere un dogmatico intollerante. (Per questa ultima categoria di persone si è coniato il termine laicista.) La contingente attualità italiana contribuisce alla confusione poiché porta a circoscrivere una problematica complessa all’interno della ristretta diatriba in corso, volta a stabilire se la gerarchia cattolica attualmente in carica prevarichi o non prevarichi rispetto alle procedure che garantiscono il processo legislativo democratico. Nella sua formulazione più ampia laicismo significa il diritto all’autonomia di tutte le attività umane, l’esigenza che esse si possano svolgere liberamente secondo le regole che esse stesse si sono date. Fino a quando non ostacolino o rendano impossibili attività altre: nel qual caso perderebbero la loro legittimità di partenza. I problemi nascono quando nella politica, nelle religioni, ecc., vengano elaborate teorie che hanno la pretesa dell’universalità, quando cioè pretendono di avere una spiegazione totale del mondo e valori di riferimento non negoziabili.Il filosofo tedesco J. Habermas attribuisce alle religioni la capacità di portare valori positivi e benefici per tutta la società, convivendo legittimamente con i processi della democrazia, ma a patto che esse:a) rinuncino alla pretesa del monopolio della verità, b) accettino l’autorità della scienza, c) riconoscano il primato, a livello pubblico, del diritto laico secolare.Per stare dentro queste regole ognuno, come comunità e come singolo, deve pagare un prezzo più o meno alto in termine di rinunce.Per immaginare quale potrebbe essere una  alternativa, qualora si rifiutasse di pagare il prezzo che il patto comporta, basta  gettare uno sguardo retrospettivo sulla storia. Come ricorda Voltaire, intere generazioni, per decenni, si sono sbudellate a vicenda a motivo di diverse interpretazioni di alcuni paragrafi della Bibbia.Umberto Ricci  

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Feb 04 2008

CIRCOSCRIZIONE VII UN ANNO E MEZZO DI GOVERNO

Published by admin under La Circoscrizione 7

 Dopo 14 anni di governo del centrodestra il cambio di amministrazione è risultato impegnativo non tanto per l’operatività istituzionale complessiva – grazie anche  al lavoro da noi svolto in opposizione, la circoscrizione ha sempre garantito un significativo livello di efficienza nell’ordinaria amministrazione – quanto sull’impianto strategico complessivo, su cui basare l’azione di governo in un contesto che vede un preoccupante calo delle risorse finanziarie a disposizione di comune e circoscrizione.Poiché le richieste e le esigenze che giungono in circoscrizione sono superiori alla concreta capacità d’intervento, occorre operare con la massima trasparenza. Un esempio banale ma chiarificatore: se vi sono richieste per costruire mille metri di marciapiede e finanziamenti per soli 100 metri, occorre realizzare quei primi 100 metri quanto prima e meglio possibile, spiegando poi con chiarezza i criteri adottati. Occorre stabilire criteri di priorità di intervento, partendo da una visione complessiva delle problematiche sociali e territoriali ed operando scelte verificabili e partecipate.Per questi motivi il primo atto politico dell’amministrazione di Centrosinistra è stata una delibera d’intenti sulla partecipazione - approvata dal Consiglio all’unanimità – che ci ha portati a tenere oltre 30 assemblee nelle varie borgate del territorio. Siamo già stati due volte in ogni borgata e dialogato con oltre un migliaio di cittadini, che ci hanno illustrato la criticità delle varie zone e fornito le indicazioni con le quali abbiamo realizzato una scheda critica per ogni borgata. Ora disponibili sul sito della circoscrizione, le schede verranno aggiornate due volte l’anno con i dati provenienti dal territorio e dal Comune.Pur essendo consapevoli che l’accesso ad Internet, per quanto in costante aumento, sia precluso ad alcuni, consideriamo questa iniziativa il segno di un nuovo modo di intendere il rapporto con i cittadini, l’inizio di un nuovo corso improntato alla trasparenza e alla partecipazione.La VII Circoscrizione ha reso accessibile una visione complessiva, ancorché sintetica, del territorio, consentendo ai residenti di analizzare e valutare le varie situazioni e partecipare, inviando le proprie valutazioni. Piero Ramasso 

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Feb 04 2008

NUOVO GRUPPO DEL PD IN CIRCOSCRIZIONE 7

Published by admin under La Circoscrizione 7

 E’ stato costituito il gruppo del Partito Democratico nella cricoscrizione 7; ne fanno parte otto consiglieri, tra cui il presidente Piero Ramasso. Per sottolineare la novità politica è stato nominato capogruppo il consigliere più giovane Luca Mastromauro, 26 anni, eletto per la prima volta nel 2006. il gruppo è composto inoltre da Gian Luca Deri, coordinatore della V commissione “Cultruta Sport Govani”, Marino Campobenedetto, coordinatore della IV commissione “Servizi sociali”,  Vittorio Appiano, coordinatore della III commissione “Lavoro e commercio”, Annamaria Parma, coordinatrice della sottocommissione Pari Opportunità, Alessandro Sabbatini, coordinatore della sottocommissione Centri d’incontro ed Enrico Pomero, coordinatore della sottocommissione Sport.  Per segnalazioni, domande, proposte  riguardanti viabilità, raccolta rifiuti, servizi sociali, cultura, sport potete mandare una mail all’indirizzo provvisorio di posta elettronica del gruppo del Partito Democratico: comitatopromotorepd@gmail.com 

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Feb 04 2008

ANCHE A TORINO STA NASCENDO IL PARTITO DEMOCRATICO.

Published by admin under opinioni

 Dopo lo straordinario successo delle elezioni primarie del 14 ottobre (solo nella città di Torino hanno votato più di 36.000 elettori, molto più della somma degli iscritti ai DS e alla Margherita) è in corso il percorso di costruzione del partito nuovo a tutti i livelli.Dopo la mia elezione a Coordinatore del Partito Democratico di Torino da parte dell’Assemblea cittadina, formata dagli eletti all’Assemblea Costituente Nazionale e all’Assemblea Costituente Regionale nei collegi di Torino, avvenuta il 24 novembre dell’anno scorso, si è costituita la Segreteria cittadina. Dopo le ferie natalizie abbiamo iniziato a lavorare per la costruzione del partito a livello territoriale e per avviare l’attività politica. Solo con una vera discussione sul merito dei problemi potremo superare le polemiche giornalistiche che ci sono state in questa fase.Perciò nelle prossime settimane, entro la metà di febbraio, promuoveremo almeno un’assemblea pubblica per ogni Circoscrizione di Torino, per rendere aperto a tutti il processo di costituzione dei Circoli territoriali del Partito Democratico. Infatti alla fine di febbraio, o più probabilmente all’inizio di marzo, si terrà l’elezione dei Segretari dei circoli territoriali delle circoscrizioni di Torino e delle Assemblee di circoscrizione. Le regole per la costruzione degli organismi di base del partito saranno definite nei prossimi giorni, ma in ogni caso saranno ispirate al meccanismo delle primarie e perciò aperte alla più ampia partecipazione.Insieme alla Segreteria cittadina abbiamo deciso che ciascuna delle assemblee pubbliche previste per il mese di febbraio tratti un tema specifico (ad esempio il lavoro, la sicurezza, le politiche ambientali, le riforme, ecc.) in modo da avviare nel tempo più breve possibile, prima ancora cioè che siano completati gli organismi del partito, un dibattito aperto a tutti i cittadini sui principali problemi politici che ci troviamo ad affrontare, e in particolare su quegli argomenti che toccano in modo determinante la vita dei torinesi.E’ perciò importante che tutti coloro che hanno partecipato alle primarie del 14 ottobre, e che sono a tutti gli effetti “fondatori” del Partito Democratico, si impegnino attivamente anche per i prossimi appuntamenti: partecipando alle iniziative di discussione, ma anche nella costruzione delle Assemblee di circoscrizione e per l’elezione dei Segretari di circoscrizione. Le primarie del 14 ottobre hanno già dato luogo a un rinnovamento, offrendo una concreta possibilità a molte persone nuove, giovani e non, di impegnarsi direttamente in politica.Solo così – infatti – con forze ed energie nuove potremo fare di Torino una città migliore: una città fondata sul buon lavoro, sulle produzioni di alta qualità, aperta all’innovazione e al mondo, ricca di cultura e di sapere, sicura e solidale per tutti i suoi cittadini. Carlo ChiamaCoordinatore Partito Democratico di Torino 

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Feb 04 2008

LA VERA MISSIONE DEL PD

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Non è la prima volta che mi capita di sostenere che, qualora fossi nelle condizioni di scegliere fra il mantenere unita la maggioranza  e l’interesse generale della città, non avrei dubbi nel scegliere il secondo, così come già sostenuto riguardo alla Tav. Per qualcuno questo modo di ragionare può apparire sintomo di arroganza, relativismo politico e culturale, sindrome da onnipotenza; per qualcun altro il segno che l’attuale modo di eleggere i sindaci crea “cacicchi”, che poco per volta si svincolano dal rapporto con la maggioranza che li ha eletti.Naturalmente sono tutte critiche legittime e che possono contenere qualche aspetto di verità.  Però non colgono l’essenza del problema, che è insieme politico e istituzionale. E’ istituzionale perché, credo, un sindaco eletto deve sforzarsi di essere il sindaco di tutti i cittadini, anche di chi non lo ha votato. E, quando vi sia un tema su cui è in gioco l’interesse generale della città, è necessario che tutti mettano da parte i particolarismi politici.  Ma è anche, e soprattutto, un problema politico per una serie di motivi: intanto perché una maggioranza si regge su un rapporto fiduciario con chi ha la responsabilità di governare – per altro chiamato direttamente dai cittadini – e un mandato fiduciario implica l’esercizio di discrezionalità da parte di chi ha questa responsabilità. Ma, oltre a questo, c’e un secondo aspetto sul quale vorrei soffermarmi perché più direttamente e strategicamente può parlare alla costruzione del nuovo Partito Democratico, su cui siamo impegnati. Quando sorgono ragioni di confronto politico  fra chi ha la responsabilità  di governare e chi quel governo sostiene in assemblee elettive questo è il segno di un’asimmetria politica che, in ultima istanza, mina la credibilità della coalizione del centrosinistra nel suo complesso ma anche di ogni singolo partito che la compone.Si definisce così in maniera più delineata quella che dovrebbe essere la missione del nascente Pd. Non assegnare pagelle a questo o quel componente della coalizione ma affermare con forza i messaggi programmatici di fondo attraverso cui pensiamo che il Paese  - e la città – debba essere governato.E costruire un asse politico credibile in quanto risponde alle esigenze  espresse dalla maggioranza dei cittadini.In questi giorni l’incredibile vicenda napoletana dei rifiuti spiega come certe battaglie ambientaliste contro gli inceneritori siano in realtà contro la salvaguardia e la valorizzazione ambientale. Allo stesso modo mi chiedo se si debba aspettare di essere soffocati dallo smog  e paralizzati dallo sciopero degli autotrasportatori per capire che è drammaticamente urgente realizzare una massiccia e moderna rete di trasporto ferroviario che non può limitarsi ad adeguare una rete costruita 150 anni fa , come vorrebbero alcuni ambientalisti e fondamentalisti contrari al collegamento Torino-Lione.E ancora, mi chiedo come mai non si capisca che una popolazione immigrata - integrata nella nostra comunità e rispettosa delle leggi e degli obblighi che ne derivano – sia una necessità e una ricchezza. Occorre pertanto  distinguere tra coloro che lavorano  - o cercano di lavorare – da coloro che esplicitamente vivono di attività illegali e garantire ai primi, a chi intende inserirsi, la possibilità di farlo in condizioni dignitose per quanto attiene a modalità e tempi dei permessi, accesso all’istruzione e alla sanità, diritto alla casa. Sergio Chiamparino   

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Feb 04 2008

L’anno dell’energia

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 Il 2008 sarà l’anno dell’energia. Lo ha annunciato la Presidente Bresso nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, alla presenza degli Assessori regionali.
“E’ questa, infatti, la leva sulla quale intendiamo agire per portare a termine il processo di ammodernamento del Piemonte, intrapreso nel 2005. Produrre energia in modo nuovo, aumentando l’utilizzo di fonti rinnovabili, contribuisce infatti a creare nuovi posti di lavoro caratterizzati da livelli alti di competenza e di istruzione. Complessivamente investiremo 300 milioni di
di fondi strutturali europei per interventi nel campo del risparmio energetico e nella produzione da fonti sostenibili, attivando un circolo virtuoso con ricadute sulla qualità e quantità dell’occupazione” - ha dichiarato Bresso.”L’obiettivo del Piemonte è di conseguire l’indipendenza energetica nel 2030. In questo quadro, organizzeremo in primavera gli Stati generali dell’energia, cui abbiamo invitato l’economista Jeremy Rifkin. Saranno portati a termine gli interventi per la sperimentazione dell’auto solare, un progetto promosso dalla Regione, con il Centro Ricerche Fiat e il Politecnico di Torino. Daremo impulso alla nuova edilizia energetica, utilizzando il Congresso Mondiale degli Architetti e la nuova legge urbanistica regionale, attualmente all’esame della competente Commissione consiliare.” - ha affermato Bresso.Nel 2008 sono in programma numerosi interventi diretti a migliorare la competitività del Piemonte, con interventi nei settori nevralgici dell’università, della ricerca e delle infrastrutture, mentre l’intero sistema produttivo sarà spinto a raggiungere tassi più alti di internazionalizzazione, sia sostenendone la penetrazione all’estero sia attirando nuovi investimenti sul territorio attraverso iniziative quali i contratti di insediamento( il primo esempio a Borgofranco d’Ivrea con un’azienda che produrrà silicio per pannelli solari).
Proseguirà a livello nazionale la discussione avviata con il Governo per pervenire al pieno federalismo fiscale. Una ripartizione delle risorse rispettosa dell’autonomia regionaleè, infatti, una delle condizioni indispensabili per ridurre ulteriormente le imposte dirette e indirette, dall’addizionale irpef ai ticket sulle prestazioni sanitarie e per migliorare il welfare.”I programmi per il 2008 non possono tuttavia far dimenticare che il 2007 è stato un anno eccezionale per la Regione: pensiamo alla recente approvazione della legge sul diritto allo studio, al piano socio-sanitario. Dal primo gennaio i cittadini con reddito fino a 36.000
non pagheranno più il ticket sui farmaci; abbiamo ridotto l’aliquota regionale Irpef per i redditi fino a 15.000 . E’ di poche settimane fa l’approvazione della legge sulla sicurezza, mentre nella prima parte dell’anno abbiamo approvato la legge per assicurare sostegno ai piccoli Comuni.” -  Mercedes  Bresso. 

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Feb 04 2008

Per un carattere riformista in Piemonte

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 La prima urgenza è renderci conto - soprattutto in una realtà come il Piemonte, che è ancora una delle realtà produttive più importanti del Paese- che l’Italia sta arrancando rispetto al resto dell’Europa in termini di sviluppo e di competitività  e che la necessità di migliorare le condizioni di reddito – e quindi di vita -  di larghe fasce della popolazione può essere pienamente soddisfatta solo se sappiamo “tenere insieme” le esigenze dell’impresa con quelle del lavoro. Una moderna cultura riformista, che guardi con attenzione a quanto avvenuto in questi dieci anni  in Occidente  e in Europa in particolare,  non può non rendersi conto che lo Stato e gli enti locali non  possono con interventi assistenziali generare occupazione e, quindi, reddito in un Paese caratterizzato dal più grande debito pubblico pro capite d’Europa. Occorre pertanto puntare sulla liberazione delle energie e delle intelligenze imprenditoriali. La seconda urgenza è la presa di coscienza, anche a livello regionale, della complessiva inefficacia della politica e delle istituzioni. Anche in Piemonte occorre por mano a una riforma istituzionale che renda più efficiente, più efficace e meno costosa la politica. Revisione del regolamento consigliare; fissazione a 60 del numero dei consiglieri; riduzione a poche unità del numero degli assessori esterni; abolizione del listino a favore dei primi esclusi (in ossequio al principio di “elezione” in luogo a quello di “nomina”); riduzione delle spese per l’attività politica dei gruppi; riduzione delle possibilità di assunzioni, consulenze e collaborazioni esterne; reintroduzione,  a tutti i livelli e nel pieno rispetto del dettato costituzionale, di procedure “concorsuali” e non genericamente “selettive” per l’accesso alla Pubblica Amministrazione. Queste sono alcune delle idee guida di riforma della politica del Pd.Terzo: non esiste nessun “riformismo del futuro” senza una coraggiosa scelta a favore dei giovani, che sono la terza urgenza. C’è bisogno di una legislazione che guardi alle loro esigenze nel percorso che dall’adolecenza li porta alla maturità.La quarta urgenza è – anche qui in Piemonte – quella di diffondere la “cultura della legalità” e la definizione di una rinnovata “cittadinanza responsabile” . Cresce anche nella nostra  regione una distorta concezione della sicurezza che si accompagna all’intolleranza, alla paura, alla compressione e misconoscimento del valore della diversità, soprattutto delle minoranze. E’ necessario accompagnare la piena acquisizione nel diritto interno dei principi recentemente affermati nella “Carta europea dei diritti fondamentali” firmata a Strasburgo  con la riaffermazione della necessità di una nuova stagione dei doveri, che ponga il rispetto della legge (di una legge “giusta” in quanto rispettosa dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione) quale condizione essenziale della convivenza civile.La quinta urgenza è la difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.La nuova legge urbanistica deve garantire lo sviluppo, favorendo il recupero dei siti industriali dimessi a fini produttivi e terziari rispetto all’utilizzo di altro territorio “libero”, oggi ad uso prevalentemente agricolo, e semplificare le procedure di rilascio di concessioni autorizzazioni e permessi di costruzione. Occorre inoltre essere rigorosissimi nelle verifiche di compatibilità tra interventi e strumenti di programmazione e di esecuzione, nonché nella tutela delle identità paesaggistiche su cui il Piemonte fonda buona parte del suo sviluppo turistico. Gianluca SustaGianluca Susta 

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Feb 04 2008

Dalla relazione del Segretario Regionale Gianfranco Morgando all’Assemblea Regionale del 15 dicembre a Borgaro T.se.

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  “Alla crescita dell’occupazione, hanno contribuito soprattutto le forme di lavoro atipiche e precarie. La precarietà del lavoro trascina dietro di sé un problema più grande e poco dibattuto: il contributo che le nuove generazioni potranno dare alla crescita del Paese fino a quando manterranno un ruolo marginale nella produzione di reddito e nell’accumulazione di risparmio. Una società della disuguaglianza è ingiusta, ed è anche inefficiente. Condanna i più deboli, e non utilizza le risorse disponibili. In questo quadro confermo le cinque idee-guida, che devono caratterizzare il profilo programmatico del Partito Democratico del Piemonte.1- Il PD deve essere il partito dello sviluppo e della modernizzazione della nostra Regione. La Torino-Lione è il segno di una più generale “questione delle infrastrutture”, che deve essere affrontata con un grande sforzo regionale e nazionale a partire dalle opere più urgenti e strategiche (Asti-Cuneo, terzo valico, pedemontana) senza dimenticare le esigenze di infrastrutturazione “minore” su cui sono impiegate le amministrazioni provinciali.2- Il lavoro e l’impresa. Due scelte tra loro collegate. Una politica del lavoro moderna aumenta la competitività delle aziende, garantisce risorse umane di qualità, rende possibile un confronto con il mercato sempre più complesso. Penso alle politiche per far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro, a quelle della formazione, alle politiche dei servizi.3- La razionalizzazione dei servizi socio-sanitari va perseguito senza tagli ai servizi, anzi potenziandoli. Nuove risorse saranno liberate dall’accorpamento delle Aziende sanitarie, dalla centralizzazione degli acquisti, da un coordinamento interaziendale che eviti duplicazioni, dal superamento strutturale dei presidi territoriali e ospedalieri obsoleti, dalla valorizzazione dei lavoratori, anche prevedendo un loro impiego più appropriato. 4- Il PD deve mettere al centro della sua attenzione i problemi della sicurezza. La politica di rigore, che colpisce con severità i fenomeni di criminalità, non è un tema che appartiene alla destra. Presidio del territorio, coordinamento tra i corpi della Polizia di Stato e le Polizie Municipali, strumenti più efficaci per controllare attività marginali sono le linee di una iniziativa concreta, che rifugge dai sensazionalismi e punta sui risultati concreti. 5- Il Partito Democratico del Piemonte sarà rigoroso nel rivendicare per la Regione il completamento delle competenze, nella logica della costruzione di uno Stato veramente federale. Allo stesso modo e con la stessa forza intende affrontare il nodo del rapporto con le diffuse autonomie comunali del nostro territorio. Non rinuncia naturalmente ad indicare obiettivi di riduzione della spesa e di miglioramento delle prestazioni, individuando dell’efficienza

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Feb 04 2008

Ancora un passo

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L’ultima assemblea regionale ha dato vita a un buon dibattito sulla scorta della relazione di Gianfranco Morgando e degli interventi di Mercedes Bresso, Susta e Chiamparino. Lì si è constatato come sia possibile attivare una linea politica largamente unitaria, che le diverse intonazioni dinamiche possono arricchire e rafforzare. Inoltre, i più recenti atti della Regione (l’innovativa legge sul buono scuola, l’abbassamento delle tasse, il voto sul bilancio) hanno segnato in positivo la fine dell’anno. Ottimi segnali, dunque, per il Pd. Ora bisogna aprire la fase definitiva di costruzione del partito con l’elezione degli organismi di base. Questo sarà senz’altro il momento essenziale della definizione degli assetti, ove si potranno esprimere quelle nuove e libere energie - la vera cartina di tornasole del rinnovamento - che già si sono manifestate nella fase dei comitati per il 14 ottobre e nelle assemblee successive. Andiamo dunque a riprendere il contatto personale con il popolo delle Primarie! Sentiamo a uno ad uno i nostri elettori, casa per casa, chiedendo loro che cosa si sentono di fare per il nuovo partito. Sarà una scuola fondamentale per i neofiti e un esercizio salutare per chi da tempo è in politica. Se riuscissimo a catturare l’attenzione di almeno un terzo di chi ci ha dato fiducia in occasione delle Primarie, potremmo costituire davvero un grande partito piemontese, largamente superiore alla somma delle componenti originarie e perciò in grado di essere il protagonista effettivo del futuro della nostra regione. Come era nei nostri desideri iniziali. E ricordiamo sempre che c’è un’attesa enorme nei nostri confronti. Sergio Soave    

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Feb 04 2008

Commissione Statuto: un partito da costruire tutti insieme

Il lavoro della Commissione Statuto sta procedendo con velocità per entrare  nella fase di costruzione del Partito democratico. Essa si è già riunita tre volte e il dibattito si è fatto sempre più preciso e serrato.  Riassumendo per punti il lavoro fatto sinora possiamo affermare che nel nuovo Statuto troveranno espressione i seguenti argomenti: il PD sarà un partito aperto agli elettori, con una base associativa di aderenti per i quali siano definiti diritti e doveri significativi.

Partiamo già da  alcuni punti fermi, frutto delle decisioni assunte sin qui sia per le primarie, sia nella conferenza dei segretari regionali.

Un punto fermo è dato dall’elezione diretta del segretario nazionale, dei segretari regionali e delle rispettive assemblee.

 Altro passo importante è stata la decisione di promuovere e costituire 8.000 circoli del PD, decisione  presa dalla conferenza dei segretari.

Tuttavia non sarà cosa facile articolare lo Statuto se contro i fantasmi, troppo spesso ambiguamente evocati da diversi protagonisti, delle tessere (i signori), dei voti (l’elettoralismo), del pluralismo (il correntismo) non è resa chiara l’ispirazione politica e culturale e le regole conseguenti che dovranno essere approvate per animare la vita del partito nuovo.

Noi dobbiamo cioè assumere pienamente i caratteri democratici e liberali delle regole alla ricerca di una forma partito adeguata ai tratti peculiari della storia d’Italia e alle aspettative di una società individualizzata: il PD come partito della riforma della democrazia italiana (nel senso di democrazia governante, che governa, ), che si ispira all’idea di un riformismo partecipato.

Infatti la differenza di fondo tra destra e sinistra democratica e riformista è quella per quest’ultima di considerare la cittadinanza come forma permanente di coinvolgimento e partecipazione politica: i cittadini non sono solo spettatori degli avvenimenti che condizionano la vita presente e che ipotecano il futuro.

 Mi sembra a questo punto rilevante trovare forme più stabili di collegamento con la base elettorale delle primarie: come è avvenuto il 14 ottobre, agli elettori  che si riconoscono in un albo pubblico va attribuito il diritto di decidere delle grandi scelte del PD.

Altrettanto significativo sarà dare agli aderenti, in nuovi contenitori organizzativi, il ruolo che gli spetta di promotori dell’iniziativa politica e il diritto di formare proposte da sottoporre all’approvazione o alla scelta degli elettori attivi. Gli aderenti, quindi, come soggetti attivi della partecipazione, che strutturano con un confronto democratico, anche congressuale, le proposte, e gli elettori come soggetti delle più importanti decisioni: la leadership e le grandi opzioni politiche.

Abbiamo eletto i segretari regionali con lo stesso metodo del segretario nazionale. Questo ha voluto dire dare al partito nuovo un coerente carattere federale.   Una ispirazione che corrisponde alle diversità del nostro territorio, alle sue molteplici vocazioni e che è resa praticabile se orientata alla sussidiarietà, se la soluzione e la gestione dei problemi si affrontano il più possibile vicino là dove si pongono. Diviene allora ineludibile l’autonomia politica, organizzativa e finanziaria della dimensione regionale che dovrà esprimersi nella concertazione delle alleanze politiche, nella determinazione di quote di partecipazione agli organismi nazionali, nella organizzazione  territoriale del partito, fatti salvi i diritti e i doveri degli elettori e degli aderenti e l’obbligatorietà di costituire unità territoriali di base in ogni Comune. Il profilo insomma di un partito nazionale su base federale, di un partito di governo che decide di scegliere i candidati alle cariche monocratiche e i parlamentari con il metodo delle primarie e che prevede nei propri organi dirigenti una rappresentanza degli eletti da loro stessi indicata.

 

Maurizio Migliavacca

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Feb 04 2008

Commissione Lavori

La Commissione nazionale che dovrà produrre il Manifesto dei valori del PD si è sinora riunita tre volte e la conclusione dei lavori è prevista per fine gennaio. Sul sito del PD www.partitodemocratico.it  è possibile reperire informazioni complete sui componenti della commissione e i forum di dibattito sui diversi argomentiIl testo fondante di riferimento è  la Costituzione della Repubblica.Ci sono due orientamenti diversi nel gruppo: il primo pensa alla stesura di un testo sufficientemente ampio che proponga una lettura sistematica della fase storica, economica e politica  in cui vivono l’Italia e il pianeta e i tratti distintivi di un progetto inteso come valori e visione. Il secondo orientamento, del quale sono sostenitrice, che propone di affermare pochi e chiari valori o  parole chiave , quali ad esempio “giustizia sociale, convivenza civile, coesione sociale, diritti e doveri, riconoscimento del merito” da declinare poi con l’indicazione di proposte concrete per dare piena attuazione a quei valori in Italia.I partiti del ‘900 e gli uomini che ne hanno fatto parte - noi -, si sono fondati e formati su  una lettura ideologica complessiva  della società. Per coerenza nei documenti si doveva rendere palese l’intero sistema di pensiero a cui si faceva riferimento,  da cui, con rigorosa coerenza, si ricavavano indicazioni relative all’ambito della praxis. Era un altro mondo.La natura, l’evoluzione e la complessità della società in cui viviamo, di cui la nostra stessa identità di partito plurale è espressione, ci impone di cambiare.Abbiamo scelto di lavorare su un testo elaborato dal presidente  dal relatore, poi emendato dai membri della commissione, una strada breve ed efficace anche in considerazione dei tempi rapidi imposti dalla situazione politica. Ho studiato analoghi documenti dei principali partiti socialisti e democratici del mondo (USA, Europa, Sudafrica, India). Una ricerca semplice, che si può fare sul web: è tutto pubblicato in inglese o francese o spagnolo. Molto interessante è a mio avviso la modalità adottata da molti partiti : partire da un testo, sottoporlo ad una approfondita consultazione con singoli e parti sociali per giungere ad un testo completo. Da rinnovare ad ogni tornata congressuale.Un proverbio africano dice: se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme  agli altri. I diversi orientamenti e le diverse esperienze si sono naturalmente manifestati nelle due sedute plenarie che si sono tenute sinora. . La maggior ricchezza del confronto si è avuta sinora quando gli interventi hanno cercato di elaborare e trovare una sintesi nuova tra convinzioni diverse. Il maggiore stallo quando ciascuno ha ribadito le proprie posizioni di partenza, le proprie appartenenze. Ma anche in questo case vale l’appello alla concretezza:  trovare nelle norme e nelle procedure democratiche non la “verità” ma il minimo di dissenso. Un partito non lo si sposa, né lo si partorisce: lo si vota e ci si attende che mantenga le promesse che fa..Chiudo con una nota, solo apparentemente di colore: del tutto al di là delle provenienze politiche o culturali le donne in Commissione propendono (tutte quelle che si sono espresse sinora!) per un documento breve e chiaro. Anche alcuni uomini.  Pochi. Che un altro mondo sia possibile?  Silvana Sanlorenzosilvana.sanlorenzo@tin.it 

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Feb 04 2008

Codice etico. Perchè?

  Domenica 13 gennaio si è svolta la quarta riunione della Commissione Codice Etico Nazionale impegnata nel complesso compito di stilare, per la prima volta nel nostro Paese, il codice etico di un partito politico.Perché un partito deve dotarsi di questo strumento? Non è sufficiente la legge?Il Pd vuole ispirare e normare i comportamenti dei propri aderenti con uno strumento che vada oltre gli obblighi di legge,  ha la presunzione di pretendere di più da sé stesso, dalle sue donne e dai suoi uomini.La novità di tutto ciò che stiamo mettendo in campo nella costruzione del Pd è fuori discussione, ma il Codice Etico coglie, a mio avviso, più aspetti della domanda del Paese a cui stiamo tentando di fornire risposte.La politica in Italia sta attraversando uno dei momenti di massima “sofferenza” e insofferenza da parte dei cittadini, non c’è fiducia nella classe dirigente, non c’è speranza che qualcosa possa modificarsi, ma ciò avviene perché si è toccato il fondo rispetto all’etica, al ruolo di servizio che la politica deve avere, alla capacità di interpretare e fornire risposte alle esigenze dei cittadini.Dunque un Codice Etico come strumento ma anche segnale, un modo per dimostrare che si sta facendo sul serio, che questo è un partito diverso, che vuole cambiare le abitudini malate della nostra classe politica e, non si limita ad affermarlo ma lo scrive nero su bianco, con norme che tutti gli aderenti dovranno sottoscrivere al momento dell’iscrizione.Un codice che parla di principi alti ma anche di regole estremamente concrete, che parla un linguaggio chiaro, alla portata di tutti, che dice ad esempio che nessuno nel Pd può ricoprire più incarichi contemporaneamente o che ogni eletto ha il dovere di formarsi e acquisire competenze rispetto all’incarico che deve svolgere.Possono sembrare banalità, argomenti scontati, ma non in Italia.Ci si aspetta tantissimo dal Partito Democratico, questa consapevolezza e questa enorme responsabilità deve accompagnarci quotidianamente nel nostro lavoroVogliamo esserne all’altezza. Rosanna Abbà 

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